


Demon Slayer: The Hinokami Chronicles 2 Demon Slayer: The Hinokami Chronichles 2 ci ha regalato un'esperienza visivamente splendida, tecnicamente solida e pensata per soddisfare i fan della serie. Le animazioni, le musiche, le cinematiche: tutto è ricreato con passione e rispetto per il materiale di partenza. È praticamente impossibile non apprezzare l’amore per l’opera originale che traspare da ogni scelta stilistica. Ma al tempo stesso, le sezioni esplorative risultano deboli, le interazioni poco profonde, e il gameplay – seppur raffinato – resta ancorato ad una semplicità che nel lungo periodo toglie mordente. È dunque un prodotto che consigliamo caldamente a chi ama Demon Slayer e vuole rivivere quei momenti iconici in prima persona. E finalmente, oseremo dire, perché questa volta c'è tanto contenuto e fanservice. Almeno per il target di riferimento, questa volta, ci siamo. PRO Finalmente ricco di contenuti | Presentazione audio-visiva sublime | Sistema di combattimento esplosivo ed accessibile a tutti... | CONTRO ... ma un minimo di profondità in più sarebbe stata gradita, pur senza allontanarsi dal target dei casual gamer | Narrativa frammentata | Le sezioni collaterali vengono subito a noia |
Killing Floor 3 Killing Floor 3 è il capitolo più ambizioso dell'horde shooter di Tripwire Interactive. Un coraggio che passa attraverso la scelta di un nuovo stile estetico nonché di un sistema di classi che avvicina il titolo agli hero shooter, pur preservandone le caratteristiche ludiche fondamentali che hanno decretato il successo della serie. Sanguinoso ed adrenalinico, la terza invasione degli zed presta tuttavia il fianco a qualche critica a causa di un'offerta contenutistica di lancio un po' ridotta e di alcune scelte che potrebbero interdire i fan più tradizionalisti. Con l'incoraggiante promessa di un supporto costante e duraturo, gli sviluppatori potrebbero regalare al pubblico un'esperienza imperdibile: incrociamo le dita! PRO Adrenalinico e divertente come da tradizione | Il sistema di classi fornisce nuova chiave di lettura strategica | Un'esperienza gore con un'ottima colonna sonora | CONTRO L'inserimento di caratteristiche da hero shooter potrebbe non piacere a tutti | La nuova estetica abbandona alcune caratteristiche della saga | Scarsa varietà al lancio, soprattutto in termini di mappe e nemici |
Recensione Death Stranding 2: On the Beach: Il capolavoro finale di Hideo Kojima Death Stranding 2: On the Beach è un’opera che divide, che sfida, che non cerca mai di piacere a tutti. E proprio per questo riesce a lasciare un segno più profondo. Hideo Kojima torna a parlare di connessioni, ma questa volta lo fa in un mondo che non ha più bisogno di essere unito: lo fa in un mondo che deve imparare a convivere con le proprie fratture, con le sue ombre, con le sue memorie spezzate. È un videogioco che parla di lutto e di speranza, di scelte collettive e sacrifici personali, ma che riesce a restare un gioco nel senso più puro e profondo del termine. Dal punto di vista ludico, il titolo evolve con coerenza la formula originale, integrando nuove meccaniche, ritmi più dinamici e una struttura più stratificata, dove la componente narrativa e quella gestionale si incontrano senza mai scontrarsi. Non tutto è perfetto: alcune sezioni risultano ancora troppo lente, certe scelte di gameplay potrebbero disorientare chi si aspetta un’azione più continua, e qualche passaggio narrativo rischia di risultare eccessivamente criptico. Ma sono piccole crepe in un’opera che riesce, ancora una volta, a essere visionaria, fragile e potentemente umana. Il comparto tecnico su PS5 rasenta l’eccellenza: caricamenti fulminei, pulizia visiva, stabilità granitica, senza rinunciare al dettaglio artistico che rende ogni inquadratura degna di uno scatto fotografico. Il DualSense viene sfruttato in modo eccellente, così come l’audio 3D e il feedback aptico, rendendo ogni passo, ogni goccia di pioggia e ogni battito del cuore del BB parte viva dell’esperienza. In definitiva, Death Stranding 2 è molto più di un sequel. È un’opera seconda che riscrive il senso della prima, un nuovo viaggio che non cancella il precedente ma lo trasforma, lo rielabora, lo sublima. È uno di quei giochi che chiedono fiducia, tempo, e un pizzico di abbandono. Ma se ci si lascia andare, On the Beach riesce a toccare corde che raramente il videogioco moderno osa sfiorare. PRO Narrazione matura, emozionante, ricca di sfumature | Gameplay evoluto, vario e sorprendente | Comparto tecnico eccellente su PS5 | Colonna sonora e sound design memorabili Ambizione e coerenza autoriale fuori dal comune CONTRO Alcune sezioni ancora troppo lente o criptiche | La struttura ibrida potrebbe disorientare i neofiti | Non sempre bilanciate le nuove meccaniche action
Stellar Blade I ragazzi di Shift Up non sono certo di primo pelo. Stellar Blade è del loro primo tentativo - centrato in pieno - di portare le ammiccanti guerriere soldato di Goddess of Victory: Nikke in un contesto ludico più complesso, nel tentativo d'offrire qualcosa di fresco seppur familiare ed originale. Il lavoro fatto con questo porting è risultato ottimo, e difficilmente criticabile, sia in termini contenutistici che di qualità e stabilità tecnica. Merito di una produzione fatta in maniera intelligente, che ha saputo sfruttare al meglio i limiti di un engine erroneamente pensato vetusto e antiquato. Stellar Blade presenta l'ennesimo passo verso una nuova generazione per la fruizione del mondo videoludico, fatto solamente di offerte concrete, e possibilità di plasmare il gioco alle nostre necessità e voglie, siano esse d'immagine o di fluidità. Era non avete più scuse; si va a caccia del Naytiba Alpha! PRO Porting incredibilmente riuscito | Aggiunta di nuovi contenuti non solo per i giocatori PC | Restiamo in attesa delle Mod! CONTRO Prezzo al lancio non particolarmente invitante | Alcune sbavature tecniche dovute ai limiti dell'UE4 | Prima o poi finisce
Lost in Random: The Eternal Die Lost in Random: The Eternal Die è un meraviglioso roguelite caratterizzato da un combat system tanto semplice quanto divertente, un sistema di potenziamenti ispirato e funzionale e un plot tutto sommato godibile. È un peccato che non ci sia più casualità ad ogni partita, ma nonostante ciò, vale assolutamente la pena (considerando anche il prezzo budget) passare un po' di ore a tirare i dadi con Aleksandra. PRO Funzionamento delle reliquie davvero intelligente | un fantastico Roguelite con combattimenti divertenti | armi divertenti da utilizzare | Bellissima art e sound design ... CONTRO ... anche se una maggiore diversificazione non avrebbe guastato | avremmo gradito una maggiore casualità fra una partita e l'altra
Mario Kart World Mario Kart World è destinato ad essere un titolo storico. Non solo ha l'onore di accompagnare il lancio della nuova generazione Nintendo, ma ha altresì l'onere di evolvere la solida formula di Mario Kart 8 Deluxe. Il risultato finale riesce tuttavia ad andare oltre il semplice miglioramento, finendo con il rappresentare un vera rivoluzione per lo storico franchise. Le nuove introduzioni di gameplay (il grinding ed il wall running) sono talmente impattanti sul modo di leggere ed approcciare le gare che rendono World un'autentica novità anche per i giocatori più esperti. In quest'ottica, a non convincere pienamente è tuttavia la struttura open world (che poteva e probabilmente doveva essere migliore) così come una componente multigiocatore che, quantomeno in questo momento, fatica a trovare un equilibrio tra il numero incrementato di giocatori ed il marasma caotico di armi. Ancora più profondo rispetto al passato e con una quantità enciclopedica di contenuti, il ritorno di Mario sulle piste è l'archetipo del perfetto titolo di lancio. PRO Grinding e wall running cambiano completamente l'approccio al gameplay | Elevatissimo numero di contenuti | Tecnicamente solido e performante | CONTRO L'open world poteva essere proposto in maniera maggiormente convincente | L'avanzamento nell'online è ancorato ad una struttura che sente il peso degli anni | La gestione di alcuni menù poteva essere migliore |
Deliver At All Costs Se amate i titoli che fanno della originalità e della follia i propri tratti distintivi, non abbiamo dubbi che amerete Deliver At All Costs. L'esordio di Studio Far Out Games è un titolo d'azione tanto divertente quanto assurdo, in grado di combinare situazioni imprevedibili ad una storia misteriosa, sullo sfondo di un'ambientazione da fare a pezzi grazie ad una interattività incredibile. Un prodotto orgogliosamente diverso dalla massa, che dimostra ancora una volta come il futuro del settore forse dovrebbe puntare più ad intriganti filosofie di game design, rispetto ai canti ammalianti e rischiosi dei grandi budget. PRO Storia imprevedibile ed intrigante | Folle dall'inizio alla fine | Interattività ambientale di alto livello | CONTRO I modelli poligonali dei personaggi lasciano a desiderare | La rappresentazione delle leggi fisiche si prende delle inevitabili licenze poetiche | Il senso di progressione ha margini di miglioramento |
Capcom Fighting Collection 2 Capcom Fighting Collection 2 rappresenta l'ennesima imperdibile raccolta di classici firmata dalla leggendaria software house giapponese. Attingendo direttamente dalla gloriosa (e sfortunata) epoca Dreamcast, la selezione spazia da alcuni dei migliori picchiaduro della storia ad iconici giochi d'azione arcade passando per piccole grandi chicche dimenticate. Ancora una volta, si tratta di un appuntamento irrinunciabile per ogni fan del retrogaming e per chiunque voglia assaporare gustosissime pagine di questo dolce passato videoludico. PRO Selezione sorprendente in cui Capcom vs. SNK 2 basterebbe da solo a giustificare il prezzo del biglietto | Ci sono i due Power Stone, vi rendete conto? | Straripante di contenuti ed attenzioni | CONTRO Plasma Sword: Nightmare of Bilstein è una nota di eccentricità che tuttavia stona nel livello della raccolta | Può essere apprezzato pienamente solo da chi ha vissuto questa epoca | L'assenza di Rival Schools: United by Fate è un peccato |
The Precinct The Precinct sfrutta un concept brillante per realizzare un titolo con un grande potenziale, a tratti inespresso. Interpretare le forze dell'ordine in una fittizia città americana di inizi anni '80 è un'esperienza stimolante, che tuttavia presta il fianco ad alcune sviste e leggerezze di game design. La vita di un poliziotto potrebbe non essere adatta a tutti, ma Averno City resta una meta di sicuro fascino: preparate manette e distintivo, c'è una città da ripulire. PRO Ricrea con passione le atmosfere da classico poliziesco | Strutturalmente avvincente | La routine del poliziotto è varia ed imprevedibile | CONTRO Narrazione piuttosto piatta | Il modello di guida a tratti è eccessivamente nervoso | Le meccaniche di shooting soffrono la visuale isometrica |
Doom: The Dark Ages Doom: The Dark Ages segna una svolta decisa e consapevole per il franchise, proponendo un’esperienza dark fantasy/fantascientifica per giocatore singolo più matura, viscerale e atmosferica. Abbandonata la frenesia ultratecnica di Doom Eternal, il gioco si rifà a un immaginario medievale oscuro e lovecraftiano, dando vita a uno shooter più lento, ma non per questo meno brutale o appagante. L’introduzione di nuove meccaniche di parata (grazie all'incredibile sega scudo), armi corpo a corpo, nuove e devastanti bocche da fuoco e sezioni a bordo di mech e draghi rende il gameplay sorprendentemente vario e coerente con l’ambientazione. Nonostante qualche rischio di ripetitività e l’assenza del comparto multiplayer, The Dark Ages riesce a rinnovare la formula senza tradire l’identità del Doom Slayer e a renderla - grazie alle tante funzioni di accessibilità - alla portata di qualsiasi giocatore. È un Doom diverso e, proprio per questo, dannatamente affascinante! PRO Combattimento più strategico e meno frenetico | l’introduzione del Cosmic Realm e dei mech giganti (Atlan) arricchisce la lore del DOOM Slayer | colonna sonora potente che mantiene l’identità sonora del franchise CONTRO Meno mobilità rispetto a DOOM Eternal | un po' di ripetitività nelle sezioni Atlas e con il Drago | livelli talvolta un po' dispersivi |
The Midnight Walk The Midnight Walk non è un videogioco tradizionale: è un viaggio sensoriale (della durata di circa 4 ore), un racconto illustrato animato con pazienza, amore e una visione artistica rara. È un titolo che punta al cuore e alla mente narrando una storia di redenzione, di come una scintilla ardente possa riaccendere vecchie passioni o guarire un cuore spezzato. Consigliato vivamente agli amanti delle esperienze narrative, ai fan di giochi come INSIDE, Little Misfortune o What Remains of Edith Finch, e a chi apprezza l’arte fatta a mano in stop-motion e claymation (una vera delizia per gli occhi). PRO Direzione artistica straordinaria: l’uso della stop-motion è un colpo d’occhio unico nel panorama videoludico | narrazione profonda e simbolica che tocca le corde emotive del giocatore | atmosfera sonora immersiva | design dei personaggi affascinante | ritmo compassato perfetto per chi cerca un’esperienza intima e riflessiva | sequenze stealth terrificanti che utilizzano la meccanica della fiamma in modi intelligenti CONTRO Durata contenuta che potrebbero lasciare qualcuno con la sensazione di "volerne ancora" | puzzle poco vari con meccaniche che non si evolvono molto nel corso del gioco | al momento non è disponibile una localizzazione italiana e il linguaggio poetico può risultare difficile per chi non è fluente in inglese
Revenge of the Savage Planet L'esistenza stessa di Revenge of the Savage Planet è un piccolo miracolo, dopo le sfortunate vicende che hanno coinvolto l'originario team di sviluppo. Felici di questo inatteso ritorno tra folli ecosistemi alieni, il titolo realizzato da Raccoon Logic propone una nuova avventura che recupera il medesimo sarcasmo che aveva decretato il successo del predecessore. Se la scrittura è rimasta inalterata, a cambiare è tuttavia la struttura ludica che abbraccia la terza persona, che incoraggia la cooperativa e strizza l'occhio ai sandbox. Il prodotto finale, benché ricco e divertente, risulta tuttavia meno equilibrato e coeso rispetto al primo capitolo. Alcuni fan potrebbero adorare questo nuovo corso ma altri potrebbero sentire presto la mancanza della scintilla di quella pazza avventura del 2020. PRO Sarcastico, grottesco e fuori di testa | Mondi vasti e ricchi di cose da fare | Cooperativa migliorata | CONTRO La struttura sandbox limita il peso degli elementi metroidvania | Shooting e platforming non molto fluidi | Perde un po' della freschezza del predecessore |
Amerzone – The Explorer’s Legacy Amerzone – The Explorer’s Legacy omaggia al meglio l'epoca delle avventure grafiche, con una storia affascinante e un mondo ricco di mistero da esplorare. La grafica rinnovata (con una revisione visiva che dovrebbe soddisfare le aspettative dei fan originali e stupire il nuovo pubblico), la narrazione ampliata, la direzione artistica (già incredibile per l'epoca) e l'atmosfera avvolgente rendono questo gioco ancora oggi un'esperienza che vale la pena di vivere. Per gli amanti delle avventure grafiche, Amerzone è un titolo che merita di essere riscoperto e che siamo sicuri rimarrà nel cuore di chiunque sia alla ricerca di un'esperienza di gioco che unisca mistero, esplorazione e narrazione coinvolgente. PRO Atmosfera enigmatica e narrazione coinvolgente | direzione artistica magistrale | enigmi diversificati e alla portata | gli aggiornamenti grafici impreziosiscono ancora di più il primo progetto di Benoît Sokal | CONTRO | Alcuni potrebbero trovare il ritmo fin troppo compassato |
Forza Horizon 5 Forza Horizon 5 è semplicemente un trionfo. Su PS5, Playground Games ha creato un racing arcade completo sotto ogni aspetto: divertente, longevo, tecnicamente impeccabile e incredibilmente immersivo. È un gioco che parla a tutti: agli appassionati di auto, ai casual gamer e anche a chi, semplicemente, vuole godersi un'avventura indimenticabile al volante. Questo non è solo il miglior Forza Horizon mai realizzato, ma forse il miglior racing arcade della sua generazione. Se amate il genere, non c'è davvero motivo per non buttarsi a capofitto in questa meravigliosa avventura messicana. PRO Open world incredibile e ricco
| Gameplay divertente e immediato
| Quantità immensa di contenuti
| Tecnicamente spettacolare
CONTRO IA degli avversari migliorabile | Troppa scelta… è quasi un problema
FATAL FURY: City of the Wolves FATAL FURY: City of the Wolves segna il folgorante ritorno del leggendario picchiaduro SNK tra i grandi del genere. Se i valori produttivi risultano evidenti già dalla presentazione estetica del titolo, la profondità del sistema di combattimento ed il cast esuberante sono esattamente i motivi per cui tutti i fan dei picchiaduro lo ameranno con vigore. Tuttavia, ci troviamo di fronte ad un prodotto a tratti contraddittorio: i menù sono datati e farraginosi, le modalità presenti potevano essere più curate, l'online non è sempre stabile ed il tutorial è eccessivamente scarno. Proprio quest'ultimo aspetto ci deve far sottolineare il più grande limite del titolo: la sua elevata complessità, frutto di un autentico mare di meccaniche. Con pazienza e dedizione, il nuovo viaggio nella città dei lupi assume i connotati di un'esperienza galvanizzante se non addirittura mistica. Ma il prezzo da pagare potrebbe non essere per tutti. PRO Esteticamente sgargiante e carismatico | Il sistema di combattimento è uno dei più profondi degli ultimi tempi | Roster ricco e diversificato | CONTRO L'enorme mole di meccaniche rende l'approccio iniziale molto ruvido | Spiacevolmente datato e farraginoso nella gestione dei menù | L'online è tutto da valutare |
Recensione Monster Energy Supercross 25 : Il Supercross è più duro che mai Monster Energy Supercross 25 è un’evoluzione solida ma imperfetta. Milestone ha affinato la formula, introdotto nuove idee, e cercato di aprirsi a un pubblico più ampio senza snaturarsi. Il risultato è un gioco che sa essere punitivo e tecnico, ma anche appassionante, specie per chi cerca una sfida vera. Tuttavia, restano alcuni limiti strutturali: modalità social poco incisive, IA ancora migliorabile, progressione lenta e qualche inciampo tecnico che spezza l’immersività. Per i fan del Supercross, è un titolo da avere. Per tutti gli altri, una buona occasione per salire in sella… ma con il casco ben allacciato. PRO Ottimo realismo e profondità di guida | Editor molto completo e creativo | Miglioramenti grafici grazie all’Unreal Engine 5 | Buon onboarding per i neofiti | Multiplayer cross-play e contenuti a lungo termine CONTRO Modalità carriera con elementi poco incisivi | Prestazioni altalenanti su console | AI ancora limitata | Alcuni aiuti di guida inefficaci | Progressione un po’ lenta senza microtransazioni
The Last of Us Part II Remastered su PC The Last of Us Part II Remastered su PC rappresenta uno dei migliori porting da console che abbiamo visto negli ultimi anni. Naughty Dog, Nixxes Software e Iron Galaxy hanno creato una conversione che non solo mantiene intatto il DNA visivo e narrativo dell'originale, ma lo esalta attraverso le potenzialità dell'hardware PC. L'ottimizzazione è generalmente eccellente, con una scalabilità che permette di godere dell'esperienza su configurazioni di diverse fasce. Le nuove tecnologie implementate, come DLSS 3 e FSR 3.1, ampliano ulteriormente la platea di potenziali giocatori. I piccoli problemi riscontrati non intaccano minimamente la qualità complessiva di un'opera che, anche su PC, si conferma come uno dei più grandi capolavori videoludici degli ultimi anni. L'aggiunta di nuovi contenuti per la modalità No Return, disponibili dal day one, rappresenta inoltre un valore aggiunto significativo sia per i neofiti che per chi ha già vissuto l'avventura su PlayStation. Se siete possessori di PC e non avete ancora vissuto l'intensa esperienza di The Last of Us Part II, questa versione Remastered rappresenta indubbiamente il modo migliore per farlo. Se invece avete già completato il gioco su console, la versione PC offre sufficienti migliorie tecniche e nuovi contenuti da giustificare un ritorno a Seattle. In definitiva, The Last of Us Part II Remastered per PC si conferma come un punto di riferimento per i porting da console, alzando l'asticella qualitativa per tutte le future conversioni. PRO Ottimizzazione eccellente su diverse configurazioni hardware | Supporto completo per tecnologie moderne (DLSS, FSR, XeSS) | Nuovi contenuti per la modalità No Return | Controlli completamente personalizzabili e supporto nativo per monitor ultrawide e multi-monitor CONTRO Alcune oscillazioni di frame rate nelle configurazioni mid-range | Occasionali ritardi nel caricamento delle texture | Utilizzo memoria e CPU talvolta elevato | Richiede obbligatoriamente un SSD
South of Midnight Il successo principale di South of Midnight è nella sua identità unica. Il nuovo lavoro di Compulsion Games mette in scena una moderna favola in stop-motion dai toni oscuri, che attinge dal fascino misterioso (e spesso tragico) del folklore del Profondo Sud degli Stati Uniti. La certosina cura riposta nella presentazione artistica (un plauso enorme alla meravigliosa colonna sonora) tuttavia non trova una realizzazione altrettanto scrupolosa nell'impianto ludico. Sebbene la struttura lineare sia rassicurante ed accogliente, purtroppo il titolo non decide mai di esplorarne tutte le potenzialità lasciando spesso con l'amaro in bocca. Al netto dei propri limiti, South of Midnight è un'esperienza ricca e significativa che merita di trovare un piccolo spazio nei cuori dei videogiocatori. PRO Artisticamente pregiato e tematicamente profondo | Un'avventura narrativa strutturalmente lineare, come vuole la tradizione | I combattimenti richiedono una giusta attenzione | CONTRO La sceneggiatura a volte smarrisce la via | Molte idee, spesso appena abbozzate | Qualche imbarazzo sul versante del framerate |4News.it est un site internet de jeux vidéo édité en Italie
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