


Dragon Ball Sparking! Zero è un gioco che riesce a combinare il meglio del gameplay della serie Tenkaichi con nuove aggiunte che rendono l’esperienza più ricca e completa. Con un roster vastissimo, modalità diversificate e una fedeltà all’universo di Dragon Ball che traspare in ogni dettaglio, il gioco si presenta come un vero e proprio tributo ai fan della saga. Certo, qualche piccola imperfezione tecnica e la mancanza del cross-play potrebbero far storcere il naso, ma nel complesso il titolo riesce a riportare in vita l’essenza dei migliori giochi della serie, ponendosi come uno dei capitoli più completi e appassionanti della saga.
Funko Fusion è un gioco che appaga solo all'impronta, appetibile e godibile unicamente se si è disposti a pagare il prezzo di un gameplay a volte monotono e/o frustrante pur di vestire i buffi panni di alcuni Funko Pop! davvero belli, tratti da franchise con poca o nulla rappresentanza videoludica. Alcuni momenti sono anche mirabili e inaspettati (ad esempio il mondo di The Umbrella Academy) ma in generale si ha l'impressione che si sia cercato di creare un'impalcatura citazionista con le IP che si avevano a disposizione, senza però dare un'impronta personale e specifica al gameplay, che non giustifica o contestualizza davvero il fatto che questo sia un titolo con i Funko protagonisti piuttosto che un altro qualsiasi dei sistemi di pupazzi collezionabili multi-franchise.
Star Wars: Outlaws è un'esperienza coinvolgente che riesce a catturare l'essenza dell'universo di Star Wars, combinando azione, esplorazione e narrazione in un pacchetto avvincente. Nonostante qualche piccola imperfezione tecnica, il gioco brilla per il suo sistema di reputazione, il combat system snello e innovativo, e un mondo ricco di dettagli che farà la gioia dei fan. È un'avventura che saprà tenervi incollati allo schermo, con sorprese e colpi di scena ben distribuiti lungo tutto il percorso.
Shadow of the Erdtree è un’espansione davvero colossale per contenuti, portata ed ambizioni. Il Regno delle Ombre racchiude al suo interno molte insidie, segreti e tante nuove storie, ognuna capace di donare ulteriore fascino e spessore alla fitta lore di Elden Ring. Se siete tra quegli amanti del genere che puntano ad avere un’esperienza di gioco spiccatamente hardcore, sappiate che l’espansione di FromSoftware punta ad accontentarvi con un livello di sfida estremamente appagante e boss fight memorabili. L’ottimo lavoro svolto sul level design poi va ad enfatizzare ulteriormente quel senso di scoperta che resta ad oggi il vero fulcro dell’esperienza proposta da Elden Ring. Insomma, se non avete ancora messo le mani sull’open world di FromSoftware, ora non avete davvero più scuse. Shadow of the Erdtree non solo è la migliore espansione realizzata dal team, ma anche una meravigliosa aggiunta che rende ad oggi ancor più unico ed irripetibile il viaggio nelle terre dell’Interregno.
Dopo aver lavorato a pochi titoli minori, questo è stato per lo studio Sud Coreano di Shift Up il banco di prova per eccellenza. Partire col botto non è mai facile, soprattutto se parliamo di un pubblico esigente che dalle esclusive PlayStation vuole il meglio, possiamo dire però che la missione è ampiamente compiuta. Stellar Blade non è chiaramente un titolo perfetto, dato che mostra alcune incertezze in alcune occasioni, ma non vere e proprie ingenuità, e questa è di suo una buonissima notizia. Detto ciò, abbiamo di fronte un titolo con un solido combat system, che va sì assimilato, ma che darà spazio a una buona personalizzazione, e soprattutto divertirà molto. Data la natura un po' pretestuosa della trama, qualche difettuccio su piano della costruzione, e il fantasma della ripetitività sempre all'uscio, Stellar Blade potrebbe risultare un po' indigesto ad alcune categorie di giocatori, ma se invece state cercando una sfida impegnativa il giusto, con un comparto tecnico ottimo, adrenalina, e un comparto grafico bello da vedere, questa volta potete dormire sonni tranquilli.
Rise of the Ronin è un gioco molto godibile, che al di là del voto numerico che leggete, saprà intrattenervi a dovere. La storia raccontata di certo farà gola ai più appassionati della cultura giapponese, nonostante possa andare leggermente indigesta a coloro che cercano qualcosa di più coinvolgente ed empatico. Il sistema di combattimento sviluppato da Team Ninja rispecchia appieno la summa delle esperienze passate, che nonostante riesca a snellire da molti punti di vista, si è ritrovato un po' appesantito su altri. Il sistema open world adottato è di sicuro una delle parti meglio riuscite, equilibrato, piacevole, e che ben amalgama attività principali e secondarie. Sul piano tecnico ci troviamo nella media, e al di là della grafica un po' datata abbiamo di fronte uno dei migliori lavori del team. Di certo è un peccato vedere che alcuni degli "errori" dei titoli passati si siano ripercossi anche in Rise of the Ronin. In definitiva, abbiamo di fronte un buonissimo gioco, ma forse un po' al disotto di quello che si sperava, soprattutto data l'esclusività PS5.
Dragon's Dogma 2 è un prodotto di indubbia qualità autoriale: Itsuno ha mantenuto tutti gli obiettivi che avrebbe voluto raggiungere, così da regalarci un'esperienza reale e veritiera, calata in un contesto fantasy. Il rovescio della medaglia, però, è palese, soprattutto nel momento in cui affrontare un'esperienza del genere finisce per darci un senso di dispersione e di eccessivo backtracking, forse fin troppo reale. Il non essere troppo al passo con le esigenze della next gen, soprattutto su console, ci porta a domandare se è questo il prezzo da pagare per poter godere di un'avventura del genere, a tratti soverchiante. A salvare l'intera esperienza c'è la narrativa, piacevole per quanto lineare e precisa, ma anche il combat system e il rapporto con le pedine, fino all'intreccio che potrete riscontrare nelle missioni a vostra disposizione. Dovrete scendere ad alcuni compromessi, soprattutto dal lato tecnico, ma è indubbio che Dragon's Dogma 2 ha una cifra autoriale dentro di sé che non può essere sottovalutata.
Final Fantasy VII Rebirth riesce in un'impresa che sembrava impossibile e lo fa con un prodotto ben pensato, ricco di contenuti, qualitativamente eccelso e pieno di passione, nostalgia, genialità, riproponendo e innovando allo stesso tempo. Un gioco che probabilmente setta un nuovo standard di riferimento per la nuova generazione di giochi di ruolo, realizzando qualcosa che fino a oggi sembrava impensabile, andando persino a migliorare alcuni aspetti già forti nella versione originale. Peccato che abbandoni la strada verso la perfezione a causa di un finale che, indipendentemente dai gusti, è confuso, altalenante, fuori contesto, proprio come e persino peggio del capitolo precedente, ma rimane comunque un gioco che apre a una nuova era, la vera killer app di Playstation 5 del 2024 e un must have per tutti i fan.
Granblue Fantasy: Relink è un indubbio crocevia di contenuti trasposti da un gacha mobile che deve accontentare una platea diversa: la struttura resta troppo uguale a quella proposta su Android e iOS, rischiando di scatenare nel giocatore l'effetto inerzia. Con l'esplorazione ridotta all'osso, non bastano le oltre 100 missioni secondarie a disposizione per tenere alta la soglia dell'attenzione e dell'interesse, soprattutto a fronte del fatto che le mappe saranno riciclate spesso. Al di là di quelle che sono le criticità del gioco, il combat system è immediato, gradevole, piacevole: inoltre i contenuti sono effettivamente tanti, a partire dall'hub di gioco nel quale vi verranno spesso fatte proposte che stuzzicheranno il vostro interesse tra oggetti da collezionare e nuove attività da portare a termine. Inoltre, l'aspetto visivo - nonché l'accompagnamento musicale - gioca la sua parte, garantendovi un'esperienza gradevole, senza imporre nuovi benchmark produttivi, ma portando a casa il proprio obiettivo.
Tekken 8 fa un balzo in avanti rispetto al precedente capitolo senza alcun dubbio possibile: aver modificato e ritoccato le meccaniche legate alle Rage Art, andando a inserire l'Heat ci ha dato la sensazione di essere in un ambiente più dinamico e che in sede di competitivo potrebbe essere molto più apprezzato, soprattutto per la capacità di modificare la proprietà di alcune mosse una volta attivato l'heat. Al di là di questo restano ancora alcuni dubbi sulle modalità aggiuntive e al di fuori dell'arena di battaglia: l'Arcade Mode non regge il paragone con il World Tour di Street Fighter 6, ma l'attenzione riposta ai contenuti a disposizione nella modalità Practice e in quella Replay valgono il prezzo del biglietto per chi, da novizio, vuole avvicinarsi a una maggior competitività, o anche giocatori esperti che vogliono raggiungere l'Olimpo. Ciò che è chiaro è che Tekken 8 ha stabilito un nuovo importantissimo benchmark per i picchiaduro 3D e ora sarà difficile riuscire a scalzarlo. Bisognerà però lavorare tanto per migliorare la scena competitiva, soprattutto per l'online.
Naruto X Boruto Ultimate Ninja Storm Connections è la sintesi di ogni gioco della saga UNS, ma con un roster di personaggi senza precedenti. Aggiornato agli ultimi episodi dell'anime di Boruto, questo gioco offre tutto ciò che un fan del brand può cercare da un picchiaduro. La scelta oculata di tornare ad un gameplay più tradizionale, infine, permette al titolo di incarnare l'essenza stessa degli scontri tra ninja raccontati da Kishimoto, siano essi fedeli riproduzioni ricreate tra amici o nella campagna single player, o fanta-sfide dove eroi di varie epoche si scontrano su questo campo di battaglia virtuale. Sicuramente qualche aggiunta extra sarebbe stata ben gradita, ma tutto sommato Naruto X Boruto Ultimate Ninja Storm Connections ripropone ciò che un vecchio fan di Naruto ha sempre cercato su console, e dispone ai nuovi lettori/giocatori un modo per scoprire queste sfide adrenaliniche.
Ghostrunner 2 migliora ovunque il lavoro del predecessore: niente più missioni di fila ma una trama costruita anche su dialoghi (seppur un po' derivativa), un abbozzo di sistema RPG che permetterà di potenziare il protagonista (dando più scelte per superare i vari livelli) e un dettaglio tecnico qualitativamente superiore al precedente in tutto. Il gioco è un degno sequel e siamo convinti che si farà giocare da tutti coloro che hanno amato il primo titolo, ma siamo anche certi che una rifinitura della IA, una trama leggermente più elaborata e una pulizia del codice migliore avrebbero dato al titolo una qualità superiore.
Metal Gear Solid: Master Collection Vol. 1 raccoglie alcuni titoli imperdibili nella storia del videogioco, includendo alcuni loro contenuti extra difficilmente reperibili prima, ma purtroppo solo in inglese. A differenza di MGS2 e MGS3, recuperati in versione remastered dalla HD Collection, gli altri capitoli inclusi nel Vol.1 vengono riproposti senza particolari migliorie e purtroppo subiscono il confronto con i tempi. La qualità intrinseca dei giochi rimane elevata, ma la collection risulta un po' pigra e troppo diluita, con il rischio che si estenda oltre un futuro Vol.2 senza particolari motivi. Un'operazione commerciale troppo evidente, perdonata solo grazie all'enorme valore dei giochi che rende nuovamente disponibili.
Marvel's Spider-Man 2 è un videogioco che mostra quanti passi in avanti abbia fatto Insomniac dal primo capitolo, dopo la parentesi spin-off con Miles Morales. Una trama matura, impegnata a raccontarci le difficoltà di due giovani ragazzi e allo stesso tempo di metterci dinanzi agli occhi le esigenze della riabilitazione, della catarsi, dell'antagonismo per necessità, per un motivo, ma arricchendola anche con elementi non sempre giustificati, come la cattiveria necessaria di Venom. Kraven emerge di scena in scena, portandoci in una lore sempre più emozionante, così come il mondo che lo circonda. L'intero open world pulsa di emozioni e di contenuti che ci riescono a tenere incollati per una durata giusta, adeguata, per niente prolissa e per niente figlia dell'esigenza di tenerci attaccati a un qualcosa di ridondante. Al netto di qualche errore pretenzioso, Spider-Man 2 è un action adventure supereroistico di ottima fattura, che riscatta il lavoro buono ma non eccellente del primo capitolo, annulla tutte le ripetitive richieste di Miles Morales e ci proietta verso un futuro ancora più radioso, curiosi di sapere cosa potrà accedere nell'imperscrutabile futuro.
Assassin’s Creed Mirage promette quello che mantiene: un'esperienza di gioco contenuta ma densa, mai noiosa e ricca di atmosfera. La Baghdad qui proposta è una delle città più belle dell'intera saga, reinventata con grande rispetto e attenzione a suggestivi dettagli che tuttavia hanno una valenza nel sistema di gioco. Il vero valore aggiunto del titolo sta in questo saper valorizzare un aspetto fondante della saga, al di là di un gameplay vario il giusto ma a volte un po' legnoso (soprattutto nei combattimenti corpo a corpo) e una narrazione che, per quanto appassionante, non sempre usa i tempi giusti e appare un po' ingessata nelle cutscene. In sostanza si tratta di un titolo sicuramente meritevole d'attenzione: ottimo punto d'ingresso per i nuovi adepti e allo stesso tempo imperdibile per la vecchia guardia. Chi però è indeciso, soprattutto a fronte dell'offerta ricchissima in merito ai titoli action recentemente usciti o di prossima uscita, soppesi bene la sua scelta e cosa ritiene più importante in un videogioco.
Disney Illusion Island è un fresco e spensierato Mixckey-Vania rivolto a tutta la famiglia. Contraddistinto da un’estetica tagliente che richiama lo stile dei recenti corti animati dedicati a Topolino, il gioco offre diverse ore di divertimento, al netto di una difficoltà che si attesta sempre su livelli piuttosto bassi. Non siamo in presenza di un nuovo titolo della serie Illusion, ma di una reinterpretazione in salsa metroidvania che avrebbe avuto bisogno di qualche accortezza in più per brillare davvero, ma che, nonostante tutto, resta un’avventura piacevole da giocare anche per chi è in cerca di qualche ora di puro svago e relax.
Oxenfree 2: Lost Signals è un ottimo sequel di quello che fu il titolo del 2016, in grado di offrire un'altra storia ai palati desiderosi di avvinghiarsi a un'avventura dinamica. Con un po' meno tinte horror e un passaggio allo psichedelico e al sovrannaturale, con l'avvento di Netflix sembrerà essere finiti quasi in un ambiente alla Stranger Things, ma senza Demogorgone. Con degli ottimi dialoghi e un'atmosfera che funziona per quella che è la storia da raccontare, ci siamo trovati dinanzi a poco più di 5 ore di divertimento, godendoci quella che potrebbe essere quasi una serie di 6 puntate su un'avventura surreale con una protagonista che conferma la struttura già apprezzata 7 anni fa. Nessuna rivoluzione, ma solo una conferma: questo potrebbe essere visto come un aspetto negativo, ma un motivo in più per tornare dove si è stati bene, soprattutto in estate.Lega Nerd est un site internet de jeux vidéo édité en Italie
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