

Vous pensez qu'il manque une note de la presse ? Aidez-nous en nous indiquant les informations sur celle-ci, et gagnez des
Proposez une note de presse sur ce jeu

El mayor pecado de Assassin's Creed Rogue es limitarse a hacer lo mejor posible lo que anteriores entregas de la serie ya hicieron. Esto convierte al título de Ubisoft Sofia en un título divertido, variado, intenso y largo (aunque menos que AC 4, por ejemplo), pero demasiado anclado en el pasado y superado por otros títulos más actuales. Si esto, y que haya desaparecido el multijugador no supone un problema, tienes la cita perfecta con un tipo de lo más apuesto, cuyo nombre es Shay Patrick Cormac.


Senza molti giri di parole: se cercate un Assassin’s Creed in cui sia presente una trama ben costruita e piena di elementi della storia nel 2014, Rogue è il gioco che fa per voi. Sebbene sia una sorta di “unione” tra Assassin’s Creed III e Assassin’s Creed IV: Black Flag, le meccaniche di gioco sono più che consolidate e questo, per molti, basterebbe a desistere dall’acquisto. Ma la storia che è stata scritta per Rogue non ha niente da invidiare a qualunque titolo del gioco, anzi: l’offrire una prospettiva diversa dalla quale vedere il conflitto tra Assassini e Templari è stato per Ubisoft un grosso azzardo. Ampiamente riuscito.
Ancora una volta Assassin's Creed, nonostante la mancanza di vere e proprie innovazioni, riesce a raggiungere un ottimo livello qualitativo grazie ad una trama avvincente e a tanto fan service per gli amanti della saga. Il gameplay consolidato (con qualche nuova introduzione) mescolato assieme ad un comparto visivo buono e ad una colonna sonora ottima, rendono questo titolo un must per gli appassionati del brand. Evidenziamo, inoltre, come questo sia il titolo meno indicato per coloro che, solo ora, sono intenzionati ad avvicinarsi alla serie e che, giocando ad Assassin's Creed Rogue, non apprezzerebbero gran parte dei suoi momenti migliori.

Assassin's Creed: Rogue è un interessante capitolo della saga Ubisoft, in grado di farci vedere la realtà dal punto di vista dei Templari e mettendo quindi in discussione i principi del Credo. La longevità inferiore agli altri capitoli, unita al riciclo del sistema di gioco e delle ambientazioni, finiscono per far risultare questo Rogue una via di mezzo tra un seguito ed un espansione di Black Flag. Il sottoscritto, avendo giocato tutti i capitoli della serie, consiglia comunque caldamente Rogue agli amanti dell'eterna lotta tra Assassini e Templari, essendo il titolo recensito carico di riferimenti e puro fan service. Come detto nella recensione, l'errore più grande che possiate fare è considerare Rogue un capitolo secondario della serie, oltre che un contentino per chi non possiede PlayStation 4.
Chi si aspetta la rivoluzione, o almeno un'evoluzione, in Rogue ovviamente non la troverà. Quello che so io, invece, è che quest'ultimo capitolo in salsa old-gen rimane ancorato al passato non solo dal punto di vista tecnologico, ma anche sul piano narrativo e delle meccaniche di gameplay. Il cambio di prospettiva, da quella Assassina a quella Templare, non ha portato con sé tutte quelle novità che forse era lecito aspettarsi. Detto questo, resta un ultimo (?), godibile capitolo old-gen della saga che, senza osare, si fa comunque giocare, facendo ottimamente da collante tra Black Flag e Unity, passato e futuro della saga. Ma il futuro sta, appunto, da tutt'altra parte.




Being more of an epilogue than a sequel, Rogue falls short of delivering a full-fat experience.
Rogue è il solito Assassin's Creed. Più solito del solito, anzi, intento com'è a prendere il nucleo portante di Black Flag e metterci dentro elementi recuperati dagli altri episodi, componendo in ultima analisi un “collage” più che prevedibile. Non è un capitolo monotono, né narrativamente “pesante” come il terzo, ma insomma è un titolo che in qualche modo tutti abbiamo già giocato. Girovagando per i mari sembra di esser tornati ai tempi di Edward, mentre la frontiera e le atmosfere di New York ricordano da vicino quelle in cui ci siamo immersi nei panni di Connor. Rogue porta con sé, assieme ad una mole di contenuti importante, tutti i tratti distintivi della saga, persino quelli che avrebbero bisogno di una svecchiata. Al netto di un combat system molto basilare (ormai surclassato dagli epigoni del Free Flow) e di meccaniche stealth non sempre efficaci, le ore di gioco scorrono leggere, regalandoci qualche bel momento: la liberazione delle guarnigioni, le sequenze più action, un paio di assassinii davvero ben orchestrati. Arrivare in fondo all'avventura, a patto di apprezzare il gameplay tipico della serie, non è certo un peso, mentre poi completare gli incarichi secondari può essere un lavoro tedioso. Qui, del resto, l'impegno produttivo è tremendamente inferiore rispetto a quello che sostiene Unity, e la caratterizzazione delle attività “collaterali” lascia il tempo che trova: purtroppo lo smisurato mondo di gioco risulta un po' vacuo, mentre densissima di storie e personaggi è la Parigi next-gen. Complessivamente il risultato è buono, anche rapportato ad uno sforzo produttivo che appare comunque modesto. Il rammarico più grande riguarda però una storia senza piglio né mordente, sempre più in linea con il disimpegno narrativo che, lontano dal poderoso racconto di Altair ma anche da quello del tormentato Desmond, Ubisoft sembra voler portare avanti.
Qu'il est difficile de noter cet Assassin's Creed Rogue ! Si en termes de gameplay il n'apporte strictement rien à la série et se contente de reprendre une vieille recette plus vraiment au goût du jour, il faut avouer qu'au niveau du scénario et notamment des révélations, on a droit à quelques belles surprises. En ce sens, il fait quasiment office d'indispensable pour tout fan hardcore de la série capable de faire fi de nombreuses imprécisions de gameplay, d'une durée de vie assez faiblarde et d'une absence totale de multijoueur.

Rogue has the most interesting story of any recent Assassin’s Creed game. It’s fascinated by its own history, and introduces a level of ambiguity which changes how we look at the formerly simple conflict between Assassins and Templars. So it's all the more disappointing there's so little to do while the story is being told; the upgrade economy's pointless and most of the tasks are quite trivial. Story aside, so much of Rogue feels redundant, repetitive, and ultimately in need of reinvention.


Assassin’s Creed Rogue beendet auf den alten Konsolen die Generation einer Serie, welche sich vom Spiel zum interaktiven Zuschauen entwickelt hat. Eine Generation, welche die Glaubwürdigkeit der virtuellen Welt für ein getriebenes Erlebnis opfert, in dem tausend Hinweisschilder das nächste Ziel markieren, während man schnell noch eine Kiste zertritt – für ein bisschen Geld, das kaum einen Nutzen hat. Könnte ich die Minispiele ignorieren? Ich will es gar nicht! Ich mache mir gerne eine Welt zu Eigen, in der ich mich um ganz verschiedene Bedürfnisse des Protagonisten kümmern muss. Ich will diese Welt aber entdecken; sie darf sich nicht aufdrängen. Und sie muss mich spielerisch fordern. Selbst nach harten Arbeitstagen bedeutet mir ein Videospiel mehr als „Hinlaufen und abholen“. Spielerisch ist dieses Rogue gerade ausreichend – manchmal befriedigend, wenn das Verhindern von Attentaten und die Gefahr durch feindliche Assassinen dem knorrigen Prinzip frischen Wind verleihen. In exotischen Panoramen lasse ich zudem die Seele baumeln. Vor allem aber ist es die Geschichte, die einen gelungenen Schlussstrich unter die Nordamerika-Trilogie setzt: Shay Cormac ist die bislang reifste Figur der Serie. Seine Motive sind glaubhaft, sein Schicksal nachvollziehbar. Ubisoft zeichnet ein plastisches Bild der bisherigen Bösewichte – eine Tiefe, die dem Spielerischen leider fehlt.
A mi-chemin entre Black Flag et Assassin's Creed III, dont il se fait le pont scénaristique, cet Assassin's Creed Rogue apparaît par la même occasion comme un épisode bonus sans réelle fraîcheur, tant il en reprend les schémas, éléments et mécaniques de jeu. Il ira jusqu'à piquer leurs bugs les plus inavouables. Paradoxalement, cela ne nous empêche pas de passer un relatif bon moment. Machine suffisamment bien huilée pour contenter avec un minimum, la saga accroche aussi et surtout grâce à son scénario. Ici, le fait de casser le mythe que l'on avait de l'Assassin pour faire l'apologie du Templier sert de prétexte pour passer de l'autre côté du miroir. Mais c'est aussi un peu le problème de ce volet : avec le séant pris entre deux eaux, il ne se mouille jamais vraiment...

Nombre total de notes :27
Presse indépendante* et non affiliée à un seul constructeur
Presse officielle ou spécialisée dans un seul constructeur
58 813
jeux référencés
271 140
notes de presse
11
membres
8
avis des membres
23 459
jeux classables
2
contributions
118M
avis des stores
11
succès débloqués






