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Solo comparando este título con otros que acompañan actualmente al catalogo de las PlayStation VR se convierte en uno de los mejores, pero sería injusto resumirlo de esta manera. A pesar de su duración y su simpleza, su apartado técnico, su planteamiento narrativo y su capacidad de inmersión son suficientes para convertirlo en una aventura que si dispones de las gafas de Sony debes jugar.

hiariamo subito una cosa: Robinson: The Journey non è quel genere di prodotto rivolto ai giocatori in cerca di sfide complicate. L’assenza di qualsivoglia aiuto a video sul cosa fare o dove andare, per certi versi, viene giustificata dall’assenza di enigmi particolarmente complessi o, più in generale, dalla rarità di situazioni in cui non sapremo cosa fare. Certo, bisogna guardarsi attorno con attenzione, studiare l’ambiente alla ricerca di qualche oggetto utile (come un rottame per fare un piccolo ponte di fortuna) o ascoltare quello che ha da dirci il nostro HIGS, che non mancherà di sottolineare la propria utilità quando la situazione lo richiede. Robinson: The Journey è un gioco complessivamente abbordabile, dove nel corso delle quattro ore circa necessarie a completarlo (con una run complessivamente liscia, senza badare molto alle situazioni corollarie) si “muore” per distrazione nelle arrampicate o, per lo più, quando ci si dimentica della presenza dei Velociraptor nelle vicinanze e non si attua una strategia elusiva adeguata. Ecco perché, in apertura di recensione, lo abbiamo catalogato come variazione sul tema walking simulator: una variazione, certo, ma non per questo privo di carattere o appeal.Al contrario, Robinson: The Journey ci ha stupiti per la sua capacità di rapirci, di catapultarci all’interno di Tyson III alla ricerca di HIGS, di vita umana oltre alla nostra, ma anche di missioni secondarie non segnalate, se non quando ci abbiamo sbattuto il muso addosso. Impossibile non restare rapiti dalla foresta che ci avvolge minacciosa, dalla verticalità di scenari attraversati da liane sospese a decine di metri dal suolo, da quelle enormi creature che conosciamo sin da bambini. Se parte della magia di Robinson: The Journey è merito della maestria tecnologica di Crytek nel ricreare un ambiente vivo e pulsante, parte va anche a quelle creature incredibili che lo popolano. Tirannosauri, Pterodattili, Velociraptor: tutti vecchi amici che la generazione Jurassic Park conosce a menadito, e che segretamente in cuor proprio ha sempre sognato di vedere da vicino, quasi sfiorare. Con Robinson, seppur sfruttando gli artifici della Realtà Virtuale, è finalmente possibile: attenti però a non finir sotto le zampe di un Brontosauro mentre restate a bocca aperta a fissarlo.



Robinson The Journey è un titolo davvero affascinante, che forse cerca di fare più di quanto realmente serve, commettendo di conseguenza una serie di piccoli grandi errori. È chiaro che Crytek è rimasta anche in parte vittima dalla mancanza di know-how, che però al momento non ha nessuna software house. La realtà virtuale, Robinson The Journey ce lo conferma, necessita di un “alfabeto” completamente nuovo, non ha insomma quel libro di regole auree che i videogiochi classici si sono costruiti in oltre quarant'anni di storia, e ogni progetto è di per sé anche un esperimento. Questo gioco fa di tutto, ma davvero di tutto, per apparire normale, il primo “vero gioco vero” per la realtà virtuale, eppure paradossalmente stupisce meno di altri titoli già disponibili sul PlayStation Store, titoli che molti sminuiscono, a prima vista minori, ma che in realtà appaiono molto più in linea con questa tecnologia del maestoso Robinson The Journey. Ecco, forse abbiamo una nuova regola da inserire nel grande libro della realtà virtuale: l'ordinario, anche se fatto meglio, perderà sempre contro lo straordinario.

Attendu au tournant, Robinson : The Journey ne déçoit (presque) pas. Si les accrocs techniques et le manque de rythme pourront en gêner certains, le titre devrait ravir tous les amateurs de science-fiction et de dinosaures. Très prenant, il offre une aventure agréable, à condition d'aimer ce type d'expérience posée. Ce n'est pas tous les jours qu'on se retrouve au pied d'un brachiosaure de 12 mètres de haut ou à crapahuter sur des falaises abruptes. Malgré l'effort technique que demande la réalisation d'un tel jeu sur PS VR, les équipes de Crytek ont assuré. C'est beau, bien animé, détaillé et on a véritablement l'impression d'évoluer sur Tyson III. Sans les soucis liés au motion sickness, c'est l'un des meilleurs titres de la gamme PS VR.
Una buena demostración técnica de lo que puede llegar a verse en PlayStation VR que, por suerte, va más allá de eso, al ofrecernos una historia y un desarrollo de juego completo. Sin embargo, le falta cierta evolución jugable para terminar de convencer y el control no es todo lo preciso que nos habría gustado.
Robinson: The Journey tenía todos los mimbres para ser LA AVENTURA de PS VR que muchos estaban esperando, pero su escasa duración y su elevado precio le alejan de ese galardón, a pesar de poner en pantalla algunas ideas jugables interesantes y contar con algunos pasajes memorables.
Although not long by typical game standards, taking most explorers between four and eight hours, this is a serious amount of time for virtual reality releases. Adventuring around Tyson III is beautiful, and sometimes even breathtaking, and as such, it would have made more sense to focus on these high points instead of forcing players to drudge through puzzles or deal with sometimes finicky climbing mechanics. Even so, it’s incredibly appealing to visit the world of Robinson: The Journey within a VR headset. Barring that key aspect, it would be just another exploratory title with dinosaurs and adequate gameplay.
Premier vrai jeu de “taille” pour le PlayStation VR, Robinson : The Journey n’est hélas pas parfait, mais est aisément un des plus beaux jeux actuellement sur le casque de Sony. Jeu d’aventure et d’exploration qui offre de très beaux moments, son point fort reste sa flore luxuriante, immersive et sa faune préhistorique que l’on apprécie vraiment croiser de si près. Quelques petits problèmes techniques, une durée de vie assez courte et un manque de challenge viennent ternir un peu le tableau mais on tient là une des meilleures expériences sur le VR jusque là.
Cumple con las expectativas de lo que es un buen juego, tiene calidad y no presenta fallos graves, aunque le faltan elementos que podrían haberlo llevado a cotas más altas.
El afamado equipo de Crytek nos presenta una gran aventura creada en exclusiva para PlayStation VR que nos ofrece unas pocas horas de diversión… si conseguimos pasar la barrera que suelen producir este tipo de juegos de desplazamiento libre: los mareos. Puzles sencillos pero que aportan diversión, momentos de acción sensacionales y buenas dosis de exploración en un planeta muy bien recreado se convierten en las principales virtudes de esta aventura.
Robinson: The Journey aparte de dejarnos la experiencia única de caminar entre dinosaurios también nos deja con una horrible sensación de mareos en algunos momentos. Cuesta adaptarse en este juego, pues pasaremos unas cuantas horas si queremos completarlo al cien por cien y descubrir todos sus secretos. En PS4 Pro quizás luzca mejor que en una PS4 normal, porque en esta última la sensación es un tanto agridulce, y más cuando es bien sabido que para Crytek los gráficos y la inmersión es lo fundamental.

Robinson : The Journey est un véritable jeu en réalité virtuelle, une aventure digne d'un bon film de science- fiction qui, malgré ses quelques faiblesses, permet de proposer une immersion quasi totale grâce à la VR. L'ambiance est parfaite et les équipes de Crytek nous offrent un monde vivant qu'on peine à quitter à la fin du jeu (8 heures de durée de vie environ). Pourtant, il n'est pas exempt de défauts et l'on regrette certaines imprécisions à la manette, qui peuvent nuire à l'immersion et vite devenir énervantes, comme par exemple lorsqu'on se retrouve la tête dans le décor... On regrette également que le jeu ne soit pas jouable au PS Move, qu'il souffre de quelques défauts visuels et, plus grave, qu'il créé de vraies douleurs au cou et au dos lors des séances d'escalades... C'est dommage, mais malgré ces aspects, Robinson :The Journey reste un vrai bon jeu qui a toutes les cartes en main pour devenir un indispensable du PlayStation VR en cette période de lancement.
Diciamocelo chiaramente: a dispetto del prezzo importante, Robinson: The Journey purtroppo non è l'esperienza VR "AAA" che tutti speravamo potesse essere, quel punto di incontro tra un videogioco di stampo classico e un'avventura interamente costruita attorno alla Realtà Virtuale capace di provare la solidità a medio-lungo termine di PlayStation VR & Co. Se l'intenzione di Crytek era quella di proporsi come l'apripista di un certo nuovo modo di intendere il gaming in formato virtuale, il risultato può dirsi riuscito soltanto in minima parte: alcune idee sono di certo interessanti e il tentativo rimane lodevole, eppure l'applicazione pratica delle stesse convince solo a metà (e non soltanto per l'effetto nausea potenzialmente dietro l'angolo). Non basta insomma l'innegabile forza della combo dinosauri+Realtà Virtuale - per inciso comunque mai sorprendente e magica quanto avrei desiderato - a rendere Robinson: The Journey un acquisto davvero imprescindibile, e meno che mai a trasformarlo nell'alfiere in grado di affrancare la VR da demo tecniche o da semplici ma comunque ottimi divertissement arcade. Recuperatelo se vi affascina l'idea di esplorare un pianeta selvaggio a cavallo tra fantascienza e preistoria, ma senza particolari pretese e tassativamente non a sessanta Euro.
While Robinson: the Journey looks great and has a decent conclusion, it seems like Crytek didn’t put any of its time into any other aspects of the game. It suffers immensely from repetitive gameplay, a short story and confusing puzzles. While I would definitely recommend that you experience this amazing world, the rest of the game doesn't really make enough of a mark to justify its high selling price.
Unter technischen Gesichtspunkten beweist Robinson: The Journey, wie schön und stimmungsvoll ein Virtual-Reality-Adventure sein kann. Kein anderer Titel hat mich bisher derart intensiv in einer fremdartigen Welt abtauchen lassen – und das, obwohl man ohne Move-Controller sitzend auf der Couch spielt. Selbst wenn ich wusste, dass um die Ecke die Raptoren lauern, bin ich doch immer wieder zusammengezuckt, wenn sie plötzlich kreischend und bedrohlich nah in meine Richtung sprangen. Beim Rätseldesign wird allerdings wieder einmal deutlich, dass die Entwickler noch viele Probleme und Herausforderungen zu bewältigen haben. Ich bin froh darüber, dass Crytek nach all seinen kleineren Experimenten den Grundstein für ein immersives VR-Abenteuer in VR gelegt hat. Bei einem Nachfolger sollte es aber durchdachtere Hinweise geben, welche die Aufmerksamkeit des Spielers effektiver auf sich ziehen. Das ständige ratlose Herumirren kann ganz schön an den Nerven zerren und zieht das Spiel unnötig in die Länge. Dadurch kam es offenbar auch zu den sehr unterschiedlichen Spielzeiten von Cryteks Testspielern, die sich zwischen drei und acht Stunden bewegten.
Robinson: The Journey è sicuramente un titolo dall'ambientazione interessante ed un ottimo biglietto da visita per quanto riguarda la Realtà Virtuale su PlayStation 4, ma non riesce ad essere la killer application del momento dedicata al visore Sony. L'aspetto tecnico è realizzato con cura e l'immersione nel pianeta Tyson III è assicurata ma i problemi legati alla nausea sono davvero troppi per non esser presi sul serio in considerazione, tanto da andare ad influire in modo concreto sulla valutazione di questo titolo. Il prezzo pieno con cui viene messo sul mercato è un altro punto che sicuramente va a suo sfavore, visto che in fin dei conti lo si potrebbe classificare più come una tech demo abbastanza longeva. Prendetelo in considerazione se volete qualcosa da giocare con PlayStation VR e non avete altri titoli che attirano la vostra attenzione in modo particolare, altrimenti ponderate bene l'acquisto o attendete qualche futuro sconto per farlo vostro.
No, Robinson: The Journey non è riuscito nell’intento di cancellare in toto la nomea non certo lusinghiera di Crytek. Fermo restando che il titolo in questione non è solo una sontuosa tech demo, ma basa la sua esperienza anche su elementi di gameplay consistenti, è impossibile non notare la maniera un po’ troppo rozza con cui il tutto è tenuto assieme. Le ottime atmosfere ed una tecnica incredibile non bastano per elevare la consistenza ludica dal suo essere un semplice antipasto di un qualcosa che, ci auguriamo, non tarderà a manifestarsi nei prossimi mesi. Un discreto titolo della prima ondata di software, da provare di sicuro, ma non certo da inserire negli annali.
Slightly above average or simply inoffensive. Fans of the genre should enjoy them a bit, but a fair few will be left unfulfilled.
Dal punto di vista tecnico, Robinson: The Journey rientra senza dubbio tra il meglio di quanto attualmente disponibile per PlayStation VR. Oltre a meravigliare coi suoi dinosauri, il titolo targato Crytek non riesce però a elevarsi a paladino del visore di Sony, rimandando quindi ad altri questo importante compito. La scelta di vendere il gioco a prezzo pieno è un ulteriore punto a sfavore, in base al quale vi consigliamo di acquistare Robinson: The Journey solo nel caso in cui siate alla disperata ricerca di qualcosa da giocare su PlayStation VR. Altrimenti la cosa più saggia è aspettare un calo di prezzo, che immaginiamo non tarderà ad arrivare.
Robinson: The Journey is a beautiful world to explore, and being in the presence of dinosaurs can be awe-inspiring. However, almost everything about it that makes it a game rather than a non-interactive virtual experience is unpleasant. Slow progress and poor direction kills the momentum, extending what could be a four-hour experience into something nearly twice as long, and makes even the amazing-looking environments feel stale. The best moments, like when you think you’re looking at at wall of rock and its starts to move, or climbing a cliff and realizing you’re not alone at the top, are few and far between. As powerful as they are, they can’t save Robison: The Journey from extinction.



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