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Final Fantasy VII: Rebirth is a phenomenally good video game. It has a habit for self-indulgence, but earns every pause with some shocking story moments, and some of the best combat I’ve experienced.
Final Fantasy VII Rebirth es la culminación a todos los niveles del Action RPG actual. Una obra inmensa, valiente y ambiciosa, capaz de dar el mejor homenaje posible al clásico original a la vez que introduce su propia visión.
Se Final Fantasy VII Rebirth fosse un titolo completamente inedito, staremmo qui a parlare solo in termini di eccellenza, di possibile “Game of the year” e così via. L’inevitabile confronto con l’ingombrante titolo progenitore, tuttavia, inevitabilmente influisce sull’approccio di pubblico e critica all’opera. Sarebbe bello poter giudicare FFVII Rebirth per quel che è e non (anche) per quel dovrebbe essere, ma ad ogni modo va bene lo stesso, perché questo secondo tassello del mastodontico remake della settima “Fantasia Finale” è qualcosa di imprescindibile nel contesto del genere e nel panorama attuale dei titoli console. Adatta ed espande mitologia e vicende della parte centrale di FFVII in modo perlopiù mirabile e con decisamente meno sbavature e sbandamenti del precedente esperimento, restituendo un open world davvero ricco di variegate esperienze sempre sorprendenti. Emana il giusto feeling, moltiplicando esponenzialmente le possibilità del primo Remake. Epico, lirico, emozionante: abbandonate ogni ritrosia e lasciatevi conquistare da un videogioco sicuramente perfettibile ma denso come pochi.
Au printemps 2020, il y avait l’espoir : celui de voir un rêve fou se réaliser grâce à Final Fantasy VII Remake. Ce même espoir, Final Fantasy VII Rebirth le transforme en une consécration. Un gameplay d’une efficacité redoutable ici sublimé, un rythme mieux géré malgré quelques maladresses, une mise en scène qui réveille en nous toute une palette d’émotions et, surtout, une aventure qui, même si elle déborde d’amour pour la version originale, brille pour ce qu’elle est et nous emporte autant qu’en 1997, si ce n’est plus encore. Avec Rebirth, Final Fantasy a peut-être trouvé la formule idéale pour nous raconter une histoire, tout en nous laissant libre de la vivre à notre rythme. Comme dans toute renaissance, il y a un avant et un après, et cet avenir qui se dessine s’annonce d’ores et déjà grisant tant Final Fantasy VII Rebirth a déjà toutes les qualités pour être considéré comme le jeu ultime de la saga.

Final Fantasy VII Rebirth es un emocionante y espectacular viaje hacia lo conocido y aún por conocer. Una obra increíble a la altura de la original.
Final Fantasy VII: Rebirth è un gioco enorme, che solo per essere completato la prima volta richiede oltre cento ore. Un viaggio che incanta con la minuziosa ricostruzione del mondo di gioco, diverte nel suo tripudio di minigiochi ed eventi secondari e soddisfa per il modo in cui è stata approfondita la trama originale, arricchendone ogni aspetto e dando finalmente un senso che già allora mancava. Restano le perplessità su dove voglia andare a parare con le sue novità narrative ma non pensate a un disastro irreparabile perché non lo è: anzi, Rebirth, dopo aver contestualizzato il finale di Remake, propone qualcosa di sostanzialmente superfluo e innocuo. Potrà non essere onorevole, per certi versi, ma non è dannoso poiché per la quasi totalità il gioco prosegue esattamente come dovrebbe. Per concludere, Final Fantasy VII: Rebirth è la prova che si può prendere un'icona videoludica e modernizzarla regalando oggi le stesse emozioni di allora, al netto di libertà narrative di cui ci si chiede la ragione.
Final Fantasy VII Rebirth carries on the torch from Remake and delivers another incredible experience. The world of FFVII comes alive as you venture across it with Cloud and his party. Watching the story of Final Fantasy VII with gorgeous graphics and fantastic acting elevates the entire experience. This is a must play for Final Fantasy fans. (Review Policy)
Final Fantasy VII Rebirth Final Fantasy VII Rebirth è, senza mezzi termini, un capolavoro assoluto nonché il miglior titolo targato Square Enix degli ultimi anni. Un'opera monumentale nella quale si respira l'amore per l'opera originaria, qui ripercorsa ed ampliata, e che mostra alle nuove generazioni il vero spirito di una saga capace di conquistare i cuori di milioni di fan. C'è chi potrà muovere alcune critiche nei confronti di talune scelte narrative (a nostro giudizio, da valutarsi globalmente solo con l'arrivo del terzo e conclusivo capitolo), dell'eccessiva abbondanza di contenuti e di alcune sbavature tecniche (soprattutto della modalità Performance). Ma si tratta di minuzie che spariscono di fronte alla grandezza di quest'opera, capace di ricordare a tutto il mondo che il Giappone è sempre pronto a stupire e meravigliare. PRO Continua il viaggio emozionante del Remake, con un open world affascinante ed un comparto artistico clamoroso | Sistema di combattimento espanso e migliorato | Straripante di contenuti | CONTRO La modalità Performance allo stato attuale presta il fianco a critiche | Alcune scelte narrative potrebbero irritare i fan più ortodossi | C'è chi potrebbe trovare dispersiva l'abbondanza di contenuti |
Chi mi conosce sa che FINAL FANTASY VII è uno dei miei giochi preferiti di sempre, nonché uno dei titoli che ha definito il mio modo di giocare. Per questo aspettavo davvero con ansia FINAL FANTASY VII REBIRTH e devo dire che le mie aspettative sono state superate alla grande. SQUARE ENIX è riuscita a ricreare il mondo del settimo capitolo in un modo davvero intelligente e funzionale, riportandomi con la mente alle mie prime avventure in compagnia di Cloud e degli altri personaggi. Il bilanciamento tra omaggiare il passato e implementare nuovi contenuti è davvero ottimale, le novità apportate alla trama principale non vanno a sminuire l’originale ma ne ampliano le sfacettature. Nonostante alcuni dei nuovi personaggi introdotti risultino poco memorabili rispetto ad altri, e alle problematiche legate al doppiaggio inglese, FINAL FANTASY VII REBIRTH è davvero un gioco eccezionale che sono sicuro riuscirà a influenzare i giochi futuri un po’ come aveva fatto la sua controparte originale nel 1997. E chissà cosa ci attende nel terzo capitolo di questa trilogia.
Final Fantasy VII Rebirth recrea con gran acierto el título original, elevando esta parte de la historia a nuevos niveles y apostando por un formato de juego que, sin ser especialmente innovador, funciona de maravilla. Es inmenso, divertido, emotivo y muy variado, pero por encima de todo es un fantástico remake que cumple sus promesas.
Final Fantasy VII Rebirth è indiscutibilmente un gioco eccezionale, in grado di eccellere in ogni sua parte, a cominciare dall’aspetto tecnico per arrivare al gameplay, sorprendendo per la capacità e l’efficienza con cui si è riusciti a ricostruire il concetto di esplorazione della mappa, iconica nei titoli classici, in ottica moderna. È una produzione che ha davvero tanto per tutti, giocatori vecchi e nuovi, riuscendo a catalizzare l’attenzione del pubblico con espedienti curati proprio per solleticare ricordi e al tempo stesso proporre nuove situazioni impattanti.A voler fare un paragone diretto con il predecessore, ci troviamo tra le mani un titolo diverse spanne superiore: più vasto, più ricco, più completo, più aperto, più divertente e più bello, una base da cui sarà impossibile prescindere nella realizzazione del prossimo episodio.L’entusiasmo va però a frenarsi quando si chiama in causa la narrativa, che proprio come nel titolo precedente mette di fronte a situazioni non propriamente semplici da gestire e metabolizzare, non solo in relazione agli eventi del Final Fantasy VII originale, ma proprio in ottica di un ipotetico obiettivo finale e della coerenza generale. Qualcuno digerirà molto male le fasi finali dell’avventura, altri probabilmente scalpiteranno di entusiasmo.Il suggerimento è quindi quello di aprire la mente, non fasciarsi la testa e provare a godersi l’esperienza così come viene. Perché lo spettro di una storia un po’ sconclusionata non può e non deve privarci di uno dei migliori JRPG di questa generazione.
La nostalgie peut-elle rendre aveugle, à l’instar de l’amour ? Il ne faut certainement pas négliger sa puissance, cette ardente quête aux souvenirs d’antan qui savent mettre du baume au cœur. Suite de Final Fantasy VII Remake, Final Fantasy VII Rebirth joue explicitement sur ce levier pour convaincre. Sa fidélité immense au RPG original, fruit d’une réappropriation soignée, repose sur des séquences inoubliables qui trouvent ici un écrin à la hauteur de leur stature. Plutôt joli, Final Fantasy VII Rebirth mise par ailleurs sur un système de combat toujours aussi efficace, approfondissant un peu plus encore l’excellente réinvention de Final Fantasy VII Remake. Ses immenses qualités permettent de faire oublier ses quelques errements, dans le sillage de mini-jeux agaçants, de phases de gameplay rigides ou encore de tunnels de boss interminables. Il n’en demeure pas moins que Final Fantasy VII Rebirth est un grand jeu, sans doute parce que le Final Fantasy VII de 1997 était un grand jeu avant lui.

Final Fantasy VII Rebirth prouve à lui tout seul l'intérêt de relancer ce grand classique des JRPG presque 30 ans après sa version originale. Grâce aux moyens modernes, cette aventure brille enfin à la hauteur de nos espérances les plus folles. Square Enix nous sert le Final Fantasy le plus magistral à ce jour sur un plateau de mithril. Accrochez-vous bien : ce périple vidéoludique ne manquera pas de vous surprendre.
On aurait bien des choses à lui reprocher, de sa technique datée à ses donjons aux mécaniques usantes, mais Final Fantasy VII Rebirth parvient à taper dans le mille là où on l'attendait. Au-delà de ses combats fantastiques et de ses réinterprétations toujours aussi folles des scènes du jeu de 1997, c'est la sensation d'avoir accompli un grand et beau voyage en compagnie d'un groupe de personnages inoubliable qui prédomine une fois les crédits atteints.
Donner une note à Final Fantasy VII Rebirth n’est pas une chose évidente tant votre appréciation dépendra de votre historique avec la licence, vos attentes de cet épisode d’un point de vue scénaristique, de gameplay, ou encore le regard que vous portez sur les mondes ouvert très (trop) classiques et leurs activités peu inspirées… Néanmoins, c’est par son histoire et sa mise en scène extraordinaire que ce deuxième épisode nous maintient en haleine, offrant un récit riche en surprise et qui distille la bonne dose de fan service pour transcender les plus anciens passionnés d’entre nous. S’inspirant des divers autres jeux pour proposer des quêtes annexes renouvelant l’expérience, FF7Rebirth se veut aussi fun à parcourir ; même si leur importance dans le level-up risque d'en frustrer plus d’un. Nous sommes au final (fantasy) face à une suite solide, respectueuse et prometteuse, mais qui aurait pu être parfaite si elle ne s’était pas égarée dans des facilités de construction d’un monde ouvert très peu inspiré et lassant.
Final Fantasy VII Rebirth a peut-être voulu viser la surenchère, ce qui lui vaut quelques faux pas qui l’empêchent d’être la suite parfaite telle que l’on pouvait l’imaginer. Après tout, il est tellement plus riche que ne l’était Remake, qui semble tout petit à côté. Il n’en reste pas moins un projet qui a de quoi faire vibrer n’importe quel fan de Final Fantasy VII tout en séduisant celles et ceux qui ont pris le train en marche avec Final Fantasy VII Remake. Il trouve sans doute le meilleur équilibrage entre l’hommage au jeu d’origine et la « trahison », en ne cessant jamais de se montrer ambitieux tout en ayant bien conscience des attentes à son égard. Il a en tout cas la volonté de proposer une vraie grande aventure comme peu de JRPG peuvent le faire aujourd’hui et montre que cette trilogie est l’un des meilleurs projets de Square Enix de cette dernière décennie, haut la main.
Final Fantasy 7 Rebirth aveva tutte le carte in regola per ergersi fra i migliori capitoli in assoluto della saga di Square Enix, come un JRPG da antologia, ma l'assurda volontà di modificare gli ultimi battiti del racconto ha finito per renderlo "solamente" un videogioco straordinario. Nonostante i rimaneggiamenti alla scrittura - che sarebbero senz'altro potuti andare anche peggio - l'opera si posiziona infatti sui gradini più elevati della produzione della casa: finalmente, a oltre vent'anni di distanza dall'ultima volta, sembra di giocare a un classico episodio di Final Fantasy carico di tutta la magia degli anni '90, quell'antico incantesimo che ha fatto innamorare milioni di appassionati e che sembrava da tempo tramontato. Nel mondo di gioco immenso e caratterizzato in maniera eccelsa si muove un party di personaggi realizzati allo stato dell'arte, pronti a lottare attraverso un sistema di combattimento tattico che rasenta la perfezione, ma soprattutto a confrontarsi con una valanga di contenuti extra, tra decine di sfide, missioni e minigiochi dal sapore unico fra i quali perdersi per oltre cento ore di grandissima qualità. Ciò, tuttavia, rende ancora più difficile digerire quanto avviene sul fronte della messa in scena: un maggiore grado di fedeltà al materiale d'origine avrebbe senz'altro coronato uno dei migliori remake mai realizzati, forse uno dei più grandi titoli mai partoriti dallo studio.
Final Fantasy VII Rebirth riparte da dove ci aveva lasciato: il gameplay e il combat system del gioco sono di sicuro stati migliorati, con novità davvero interessanti, e il tutto trova contesto in un mondo espanso più profondo e ricco. Sicuramente il capitolo conclusivo saprà darci risposte definitive, ma possiamo dire per certo che l'operazione dietro questo gioco è al limite della perfezione, un connubio di moderno e originale che dovrebbe solo diventare linea guida per i remake che verranno, e che rende questo Final Fantasy VII Rebirth il sequel che i fan meritano.
Plus grand, plus intense, plus varié, Rebirth est un titre qui brille par son contenu même s'il ne semble pas avoir trouvé la formule pour articuler narration et exploration. Et au fond, ce n'est bien grave !
Final Fantasy VII Rebirth riesce in un'impresa che sembrava impossibile e lo fa con un prodotto ben pensato, ricco di contenuti, qualitativamente eccelso e pieno di passione, nostalgia, genialità, riproponendo e innovando allo stesso tempo. Un gioco che probabilmente setta un nuovo standard di riferimento per la nuova generazione di giochi di ruolo, realizzando qualcosa che fino a oggi sembrava impensabile, andando persino a migliorare alcuni aspetti già forti nella versione originale. Peccato che abbandoni la strada verso la perfezione a causa di un finale che, indipendentemente dai gusti, è confuso, altalenante, fuori contesto, proprio come e persino peggio del capitolo precedente, ma rimane comunque un gioco che apre a una nuova era, la vera killer app di Playstation 5 del 2024 e un must have per tutti i fan.
Final Fantasy VII Rebirth è un titolo validissimo, che ancora una volta dimostra l’enorme impegno profuso dal team di Square Enix nella ricostruzione ed espansione della settima fantasia finale. Sebbene questa seconda parte del viaggio di Cloud e compagni non sia stata poi così “ignota” come promessoci, abbiamo gradito tutti gli innesti narrativi escogitati dagli sceneggiatori del colosso giapponese, con la sola eccezione del capitolo finale, che purtroppo si è rivelato carente sotto parecchi aspetti. Ciò detto, l’action RPG rimane uno dei lavori più coinvolgenti e appaganti della Casa dei Chocobo, che per l’occasione ha rafforzato la componente ruolistica con l’introduzione del crafting, delle azioni sinergiche e di un sistema di affinità che sicuramente verrà perfezionato con l’arrivo della terza e ultima parte della Trilogia Remake. È però l’esplorazione l’aspetto più convincente del pacchetto, giacché fuori da Midgar il seppur morente mondo di Final Fantasy VII si è aperto per mostrarci buona parte delle sue meraviglie. Per il rovescio della medaglia, il comparto tecnico è purtroppo legato prevalentemente agli standard qualitativi della scorsa generazione. Ci toccherà quindi aspettare il prossimo episodio per entrare davvero nella next-gen e assistere alla definitiva rinascita di Final Fantasy VII.



Final Fantasy VII Rebirth mette assieme una cura spasmodica per i dettagli, un rispetto enorme per il materiale originale e un amore sconfinato per una storia e dei personaggi che aspirano più di tantissimi altri all’immortalità. La risultante di questa concentrazione di emozioni positive e buone intenzioni è il miglior seguito diretto mai comparso nella saga e uno dei migliori capitoli della saga di sempre, con uno dei migliori sistemi di combattimento di sempre per un Action RPG e con una trama che poteva rischiare di più riuscendo comunque a portarsi a casa un numero onestamente sorprendente di twist e soluzioni narrative; la dimostrazione finale che attraverso la qualità è possibile sconfiggere la nostalgia tossica.
Final Fantasy VII Rebirth impressively builds off of what Remake set in motion as both a best-in-class action-RPG full of exciting challenge and depth, and as an awe-inspiring recreation of a world that has meant so much to so many for so long. After 82 hours to finish the main story and complete a decent chunk of sidequests and optional activities, there's still much to be done, making this pivotal section of the original feel absolutely massive. Minigames, sidequests, and other enticing diversions fill the spaces of its vast and sprawling regions, painting a new and more vivid picture of these familiar locations. But more than just being filled with things to do, Rebirth is often a powerful representation of Final Fantasy VII's most memorable qualities. It does fumble the execution of its ending, getting caught up in the mess of its multiple twisting timelines, but new moments and the overarching journey manage to evoke a deeper sense of reflection in spite of that. So, for as flawed as parts of how this classic has been reimagined might be, Rebirth still stands out as something both thrilling and unexpectedly impactful.
Dopo numerosi tentativi di svecchiamento della saga andati in malora, Final Fantasy VII Rebirth rappresenta il modo migliore per portare questa iconica serie nell'era moderna, restituendo al grande pubblico le vecchie sensazioni di un tempo mentre si introducono nuovi sistemi di gioco che ci auguriamo possano essere la base per tutti gli altri capitoli che verranno. Nonostante il pacchetto sia granitico e la direzione di gioco sia solidissima, delle pessime scelte narrative, assieme a delle derive confusionarie e francamente inaccettabili, macchiano in maniera indelebile un quadro altrimenti di enorme valore, che avrebbe potuto ambire a vette ancora più alte.

Final Fantasy VII Rebirth est un mélange de (trop) nombreuses idées, assez inégales sur le fond comme sur la forme. Certes, on y retrouve des moments vraiment épiques, une ambiance parfois phénoménale et une progression somme toute très agréable (en plus d’une vraie nostalgie), mais cela se traduit aussi par un simili open-world à forte (mauvaise) tendance Ubisoft, à un rythme très inégal, à des séquences franchement anecdotiques par moments et un certain manque de modernité générale. C’est agréable oui, même bluffant parfois, mais c’est loin d’être aussi extraordinaire et abouti que cette suite dont on rêvait il y a quatre ans, à la conclusion du premier opus.
If you can push through the tedium of its open world busywork and padded storytelling, there's a great sequel at the heart of Final Fantasy 7 Rebirth. It retains all of Remake's most important strengths, but builds on an already brilliant combat system, and excels at showcasing an iconic RPG setting. If you enjoyed Remake and you have fond memories of the PS1 original, you'll likely love every minute of Rebirth's memorable, character-focused adventure.
Qu'est-ce qui fait un bon remake ? Au-delà de la modernisation de l'interface, des graphismes, de la jouabilité, c'est sa capacité à capter ce qui fait l'essence du jeu originel. Son atmosphère. Son âme. Est-ce réussi ici ? En partie. Si les personnages et les décors fantastiques prennent un tout autre relief, le jeu ne suinte plus la mélancolie. Les moments légers prennent le dessus, parfois de façon inattendue (le club des chauves de Junon, le travestissement de Red XIII). Parfois de façon lourde (Yuffie, encore elle). Reléguant au second plan la pollution de la planète, le danger des méga corporations, les manipulations génétiques et les génocides – des thèmes pourtant tellement d'actualité. Reste un jeu aux combats nerveux, à la fois généreux dans son contenu et maladroit dans ses copiés-collés, avec les quêtes remplissage de Chadley notamment. Pas de quoi sabrer le jeu. Mais pas de quoi l'encenser non plus comme le chef-d'œuvre qu'il aurait pu être. Dans la lignée de Final Fantasy XVI, voilà un jeu bossu, terriblement attachant, tristement claudiquant, touchant par sa générosité et ses excès.
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